La casa dove è sempre Natale – 24/25 Racconti del Mistero di Natale

Esiste una casa dove è sempre Natale. Non vi posso rivelare esattamente dove si trova ma esiste.

Tempo fa un uomo riuscì a trovare questa casa. La stava cercando da una vita, ne era ossessionato poi, in una notte ormai lontana, il suo desiderio venne esaudito.

Davide, così si chiamava quell’uomo, stava passeggiando per una stretta strada nel centro di una grande metropoli europea. Si guardava attorno e dalle finestre osservava le luci delle abitazioni e le ombre delle persone che stavano celebrando la Vigilia.

Le sue ricerche lo avevano condotto fino al civico numero 17 dove si trovava una antica chiesa ormai sconsacrata.

Giunto in prossimità della enorme porta in legno intarsiato con fatica penetrò all’interno.

Dallo zaino che si era portato appresso estrasse un bastone di legno, uno straccio e una bottiglia che conteneva liquido infiammabile. Dopo aver imbevuto lo straccio con la miscela lo avvolse attorno al bastone, prese un cerino ed accese la torcia. Gli era stato detto di usare il fuoco per illuminare il suo cammino.

Non guardò mai verso l’altare. Costeggiò quello che rimaneva della navata di destra e si infilò in un arco dai mattoni a vista. Poi scese alcuni gradini e finalmente lo vide.

C’era un presepe che nonostante l’incuria e l’abbandono di tutto l’ambiente circostante sembrava essere stato allestito come nuovo.

Davide dalla tasca prese il suo taccuino. Quello che si trovava davanti illuminato dalla fiamma era esattamente il presepe che aveva ricopiato da un’iscrizione di fine Seicento. Una costruzione creata da mani e menti sapienti, una raffigurazione enorme e ricca di particolari. Lontano dalla capanna con la Sacra Famiglia c’era una piccola casa, semplice. Pareva come brillare di luce propria.

Davide si avvicinò a quella casa. Di colpo si sentì strano. Avvertì un grande calore, si sentì grande come un gigante e poi improvvisamente minuscolo come una formica.

Fu a quel punto che l’uomo, non seppe mai come, entrò dentro quella casa.

Le mura erano bianche, ogni parete era addobbata con ghirlande, c’era un gradevole tepore e si sentiva il profumo di di frutta e di dolci appena sfornati. Attorno a un tavolo, in una enorme sala da pranzo con un grande camino acceso, molte persone stavano festeggiando attorno ad una tavola riccamente imbandita.

Davide fu invitato a sedersi al banchetto. Non conosceva nessuno ma sembrava conoscere tutti. L’atmosfera era gioiosa, di festa, solenne. C’erano uomini, donne, anziani e bambini. Ognuno parlava nella sua lingua ma tutti si capivano. Una musica celestiale accompagnava la cena che poi trascorsa la notte si trasformava in pranzo, poi ancora in cena e così via. Non c’erano orologi e il tempo non scorreva mai. Ognuno era felice in una sorta di estasi senza soluzione di continuità. In quella casa era sempre Natale.

Poi Davide, mentre si era alzato da tavola per andare verso la finestra, dalla quale si vedeva uno splendido paesaggio innevato, si sentì improvvisamente triste. Era una vita che cercava quella casa, l’aveva trovata ma  voleva uscire.

Si avvicinò una donna anziana.

Chiese a Davide che cosa lo turbasse  e senza attendere risposta disse:«Caro mio, oggi è Natale, ieri era Natale e domani sarà ancora Natale ma tu non sei ancora pronto per il nostro mondo. Passa dalle fiamme di quel camino e ritorna da dove sei venuto».

L’uomo ebbe paura. Osservò le fiamme, poi guardò di nuovo la donna che gli sorrise.

Davide fu pervaso da una sensazione di inquietudine. Si fece coraggio e attraversò il fuoco. Le fiamme erano così alte e potenti che l’uomo svenne per il dolore.

Si risvegliò steso sul freddo pavimento della chiesa davanti al presepe. Non volle più guardarlo.

Correndo uscì sulla strada.

Era appena scoccata la mezzanotte.

Era di nuovo Natale

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