Babbo Natale ai tempi di Amazon – 6/25 Racconti del Mistero di Natale

1985, due settimane prima di Natale. Un bambino strappa un foglio dal quaderno a quadretti di scuola, prende una penna dall’astuccio, si siede sul tavolo della cucina, la sera, al calore della stufa a legna e si mette a scrivere.

Quel bambino sta scrivendo la sua letterina a Babbo Natale, riga dopo riga, fa un elenco dei doni che gli piacerebbe trovare la mattina di Natale sotto l’albero spiegando il perché lui si merita quei regali.

Non gli importa capire come un uomo, aiutato solo dalle sue renne, in una notte può consegnare tutti quei regali. Il bambino sa solo che la sua letterina arriverà a Babbo Natale e, come tutti i Natali, troverà i pacchi sotto l’albero.

Il bimbo termina la sua letterina, la lascia accanto al presepe. Il mattino dopo quella lettera non ci sarà più perché qualcuno la spedirà ad un indirizzo misterioso in una terra lontana del Nord dove nevica ed è sempre Natale.

2018, due settimane prima di Natale. Un bambino è davanti al computer. Dietro di lui i genitori. Il bambino digita velocemente alcune parole chiave sul motore di ricerca di Amazon, un noto sito per gli acquisti on line. In pochi secondi trova quello che vuole e lo aggiunge al carrello.

“Ok, fatto – dice ai genitori – adesso fate Babbo Natale”.

Papà inizia la procedura di registrazione al sito mentre la mamma va a prendere la carta di credito.

L’ordine è concluso, tra una settimana o dieci giorni al massimo, i regali arriveranno per posta e poi li metteranno sotto l’albero.

Oggi Babbo Natale si chiama Amazon, forse.

Il giorno dell’antivigilia di Natale gli articoli ordinati non sono ancora stati consegnati.

Papà, in pausa pranzo, riceve una mail. E’ il servizio clienti di Amazon.

“A causa delle numerose richieste i suoi articoli arriveranno il 29 dicembre. Ci scusiamo per il disagio”.

Il papà si consulta con la mamma, non possono lasciare il bambino senza regali il giorno di Natale. Nel pomeriggio provano a fare un giro per negozi ma quei giochi proprio non si trovano e non è possibile ordinarli.

La Vigilia di Natale è il panico.

Papà per ripicca cancella l’ordine su Amazon.

I genitori non sanno come risolvere la situazione.

“Ti ricordi – dice la mamma al papà – quando eravamo bambini che scrivevamo la lettera a Babbo Natale?”.

“Sì certo che me lo ricordo, funzionava sempre”.

“Ecco, appunto. Anche se è tardi proviamo a scrivere una lettera a Babbo Natale per nostro figlio ,magari i regali arrivano lo stesso”.

“Magari fosse così. Domani mattina ci dobbiamo inventare una buona scusa. Meno male che almeno i nonni hanno preso i regali un mese prima in negozio e nostro figlio non si troverà l’albero vuoto. Comunque proviamo”.

I genitori, la sera della Vigilia scrivono una lettera a mano a Babbo Natale e la mettono sotto l’albero.

“Caro Babbo Natale, non volevamo mancarti di rispetto ma sai, di questi tempi si fa tutto online e il nostro bambino ha chiesto i suoi regali su Amazon invece di scriverti una lettera.

Ti preghiamo di perdonarci se non ci siamo affidati a te. E’ successo che Amazon, che di certo non può contare sulla tua organizzazione e velocità nel gestire i regali di Natale, non porterà i doni al nostro bambino la mattina di Natale e lui sarà molto deluso.

Lo sappiamo, è colpa nostra, ma volevamo chiederti se puoi fare ugualmente trovare quei giochi al nostro bimbo.

Segue elenco.

Scusaci ancora Babbo Natale, ti vogliamo bene”.

La mattina di Natale mamma e papà sentono ridere e gridare loro figlio. Corrono in sala dove si trovava l’albero di Natale e rimangono a bocca aperta. Si abbracciano: Babbo Natale aveva esaudito i loro desideri e i doni erano arrivati in una sola notte.

La mamma, vicino ad una statuina del presepe accanto all’albero nota una strana lettera, sembra una pergamena. La prende e la legge con il marito:

“Per quest’anno ce l’ho fatta. Il prossimo Natale però scrivete un po’ prima, io ho delle renne, non dei droni volanti.

Il vostro Babbo Natale”.

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