La libreria aperta solo a Natale – 5/25 Racconti del Mistero di Natale

Quell’anno Mario aveva deciso di non festeggiare il Natale, almeno non come avrebbe voluto.

Il giovane ricercatore non era riuscito a trovare un aereo che da Londra lo avrebbe riportato in Italia per le feste. Colpa del suo lavoro che lo impegnava molto. Il 23, mentre usciva dal suo ufficio, appena tornato nel suo appartamento si era messo su internet a cercare voli per l’Italia ma i prezzi erano esorbitanti e in quel periodo non poteva permetterselo.

Poco male, Mario avrebbe trascorso il Natale tra una chiamata alla famiglia con Skype e una passeggiata per la City dove regnava una bella atmosfera natalizia , nonostante la paura per gli attacchi terroristici.

La mattina di Natale Mario, dopo aver chiamato la famiglia, decise di uscire per pranzo in un antico pub del centro e di godersi una passeggiata nel cuore londinese.

Mentre camminava la sua mente vagava ricordando i giorni di Natale trascorsi da bambino con tutta la famiglia nella grande casa di campagna dei nonni, assaporava con il pensiero le prelibatezze che venivano servite per pranzo e i regali che apriva sotto l’albero assieme alla sorella e ai cugini.

Quel giorno di Natale, dopo un pranzo solitario, passeggiando per Londra, a Mario venne il desiderio di leggere, di comprarsi un buon libro.

Da sempre i libri erano stati la sua passione, più volte lo avevano rincuorato quando si sentiva solo e in molte occasioni, tra le pagine, Mario aveva trovato le risposte ai suoi interrogativi pratici ed esistenziali, soprattutto esistenziali.

L’uomo era arrivato a piedi fino alla stazione di King’s Cross quando, in una via laterale vide la vetrina di un negozio che attirò la sua attenzione.

Si avvicinò. Era una libreria con due grandi vetrate incastonate in una enorme cornice il legno intarsiato. Dai vetri, dove si potevano osservare libri antichi disposti in file a piramide, filtrava una luce morbida e calda. All’interno si intravedevano numerose persone disposte su due file, che attendevano di essere servite davanti al bancone.

Mario era passato in quella strada numerose volte durante le sue passeggiate londinesi ma la saracinesca di quella libreria era sempre chiusa.

Che strano, era il giorno di Natale, stava iniziando a nevicare, quella libreria era aperta e lui stava proprio cercando un libro.

L’uomo entrò e si mise in fila senza neanche sapere il perché e cosa chiedere.

La libreria sembrava molto antica con i suoi scaffali in quercia laccati; alle pareti erano appese carte di una Londra Vittoriana e c’era un odore come di incenso.

Davanti a Mario una donna attendeva il proprio turno.

“Scusi signora – chiese il ricercatore – ma questa libreria tiene aperto anche a Natale?”

“Questa libreria è aperta solo a Natale” rispose la donna senza sbilanciarsi più di tanto.

“In che senso?”

“Immagino che lei non conosca questo posto – sorrise la signora – Vede tutta questa gente in fila?”

Mario annuì.

“Sono tutte persone che per un motivo o per l’altro a Natale sono sole e allora decidono di trascorrere qui, tra i libri, la loro festa”.

Arrivò il turno di Mario. Si era messo in coda nella seconda fila accanto alla porta e ora si trovava di fronte ad una giovane ragazza con gli occhiali, pettinata con una frangia nera, i capelli raccolti e una carnagione chiara. La ragazza stava dietro ad un enorme bancone in legno col piano in cristallo. Sorrideva, sembrava affabile e cordiale.

Aveva qualcosa di non convenzionale, quasi fosse un’entità eterea. Gli occhi dietro alle lenti erano di un nero intenso ma molto espressivi. Il suo sguardo sembrava penetrare nel pensiero.

“Buon Natale” disse a Mario.

“Buona Natale a lei”

“Come posso esserle utile?”

“Io stavo cercando un libro, ma non so di preciso cosa. Sì insomma, volevo qualcosa da leggere, un romanzo da sfogliare al mio rientro a casa magari davanti a una tazza di the”.

Mario sembrava imbarazzato.

“Stia tranquillo. Troverò qualcosa per la sua lettura. O meglio, vediamo quale libro sarà a cercare lei”.

“Prego?”

“Siamo convinti di scegliere i libri, invece sono loro a scegliere noi. Nella nostra libreria sono secoli che funziona così, ma ciò avviene in tutte le librerie del mondo. Vero papà?”.

Dall’altra parte della libreria, dietro ad un bancone uguale, un signore con i capelli bianchi e lunghi pettinati all’indietro che vestiva una vestaglia scura, annuì sorridendo mentre serviva i clienti dell’altra fila.

“Mi dia la mano” disse la ragazza.

Mario, con malcelato stupore, porse la mano alla donna. I palmi si strinsero e la ragazza tenne per qualche secondo la mano di Mario nella sua e chiuse gli occhi.

L’uomo sentiva il tepore della pelle di quella ragazza e istintivamente chiuse gli occhi.

Dopo una decina di secondi la ragazza ritrasse la mano e scrisse una sigla su un foglio. Due lettere e tre numeri. Porse il pezzo di carta a Mario e glielo fece leggere.

“Questa è la sigla del libro che l’ha chiamata. Se ha la pazienza di aspettare glielo vado a prendere subito”.

La donna si allontanò verso gli scaffali. Con movimenti decisi, aggraziati ed eleganti ritirò un volume dallo scaffale. Tornò dall’uomo.

“Ecco il suo libro. Lo può leggere anche qui. Abbiamo delle sale riservate per chi vuole trascorrere il Natale qui in compagnia solo del proprio libro”.

A Mario sembrava di sognare. Nell’altra fila il padre della ragazza ripeteva gli stessi gesti con gli altri clienti.

“Sì, mi piacerebbe leggere il mio libro qui”.

“Prego si accomodi”

Mario trascorse l’intero pomeriggio di Natale fino a sera inoltrata in una saletta della libreria, seduto su una comoda poltrona, con un camino acceso e un tavolino con una teiera e un vassoio di biscotti al burro, a leggere il suo libro.

Anche se non ci è dato sapere cosa lesse, fu la lettura più importante e coinvolgente della sua vita.

Terminato il libro Mario decise di uscire. Fuori era completamente buio e la neve stava scendendo fitta. Salutò la libraia e suo padre i quali gli sorrisero mentre stavano ancora servendo parecchie persone che continuavano ad entrare in libreria malgrado fosse tardi.

Durante il tragitto fino al suo appartamento, Mario ripensò a quell’esperienza tenendosi stretto il suo libro come se lo volesse proteggere dal freddo e dalla neve.

“Maledizione – pensò -sono uscito senza pagare”.

Il mattino dopo si presentò davanti a quella libreria per saldare il suo debito ma le serrande erano chiuse.

C’era solo un cartello:

“Riapriamo a Natale”.

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