Castagne leggende e tradizioni

Tempo d’autunno, periodo di castagne. Esse erano soprannominate dai latini le ghiande di Zeus perché l’albero evocava il dio reggitore dell’universo grazie  al suo tronco possente e ai rami che si allargano verso l’infinito creando una chioma imponente.

Per renderci conto dell’imponenza di questa pianta pensiamo al castagno dei cento cavalli che si trova in Sicilia nel territorio di Sant’Alfio sulle pendici dell’Etna. Si racconta che, nel XVI secolo, Giovanna d’Aragona, sorpresa da un temporale, si rifugiò sotto questo castagno assieme al suo seguito composto da addirittura cento cavalieri.

Fin dal Medioevo le castagne sono state considerate non solo cibo per i vivi ma anche per i morti.

In Francia, a Marsiglia, un’usanza diceva di mettere una castagna sotto al cuscino per tenere lontani gli spiriti malvagi e le malattie. Questo rimedio si è radicato anche in Italia dove i nonni consigliavano di tenere una castagna in tasca durante l’autunno e l’inverno per evitare i raffreddori. Sempre in Francia, durante la notte di Ognissanti, era usanza incontrarsi nei castagneti per cuocere e mangiare assieme le castagne.

Famosa la tradizione, presente soprattutto in Piemonte, di lasciare vino e castagne la notte prima del Giorno dei Morti, per gli spiriti dei cari defunti che tornano nelle loro case.

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